Storie di confine 2009

 

Camerun
Cuor di leone
di Mimmo Lombezzi


Un paese lussureggiante dove cresce di tutto: caffè, cacao, caucciù banane, manghi, etc. Un paese in testa all'hit-parade della corruzione anche perché da 30 anni è governato dallo stesso uomo. Un paese che nel 2008 ha "domato" una dimostrazione contro il "caro vita" facendo uccidere dalla polizia 140 dimostranti. Il Camerun è il paese dei leoni. Non esistono più nella foresta, ma sul campo di calcio. I "Leoni Indomabili" sono fra le squadre più forti mondo. Se però volete filmare la statua di Selo, il calciatore del Milan che in Camerun è un eroe nazionale, dovete raggiungere uno dei peggiori quartieri di Duala e chiedere il permesso alla "Local Mafia"?Tre improbabili "scultori" alti due metri, si contendono la paternità dell'opera (di cemento), agitando mani che sembrano più abituate a maneggiare il coltello o la pistola che non gli scalpelli. Qui impera la "justice populaire".
Il Camerun è un paese che in un futuro assai prossimo potrebbe arricchirsi col petrolio scoperto nella penisola di Bacassi al confine con la Nigeria ? una risorsa che ha portato i due stati sull'orlo della guerra - ma oggi è ancora un paese molto povero. 
Questo spiega la scelta di Mediafriends di sostenere, con i fondi raccolti in Italia, i progetti della fondazione Aiutare i bambini.
Il primo è la costruzione di un sistema di distribuzione dell'acqua nei distretti di Masoh e Kumbo.
Il secondo è la realizzazione di un impianto di potabilizzazione e l'istallazione di un generatore di elettricità presso il centro cardiologico di Shissong, inaugurato nell?ottobre del 2009 su iniziativa delle suore Francescane di Bressanone (che nel 1936 costruirono un dispensario evolutosi fino ad essere riconosciuto come ospedale dal Governo), dell'Associazione Cuore Fratello, del Policlinico San Donato e dell'Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo.
In Camerun infatti, come in altri stati africani, i bambini che vivono con cardiopatie correggibili hanno poche chance di sopravvivere, anche perché nel paese c?è solo un cardiologo per ogni milione di abitanti e, sino all'ottobre del 2009, non esisteva neppure un centro di cardiochirurgia. L'odissea delle madri di bambini cardiopatici negli ospedali del Camerun - fra le diagnosi sbagliate, le attese burocratiche, la mancanza di strutture e l?impossibilità di far operare i figli all'estero - registrata dai microfoni di Storie di Confine, meriterebbe da sola uno speciale. "Ho giurato che mio figlio non sarebbe morto!", dice una di loro e lo sguardo con cui pronuncia questa frase basterebbe da solo a giustificare lo sforzo e il progetto.