si è costituita a Milano nel 2002 ed è una associazione umanitaria senza scopo di lucro.
La mission dell'associazione consiste nel promuovere la piena cittadinanza e l'inclusione sociale per i soggetti più vulnerabili, nei Paesi in via di sviluppo come in Italia: questo significa garantire i diritti
fondamentali della persona, offrire pari opportunità di promozione umana e sociale, promuovere la piena partecipazione e responsabilità sociale degli individui, sostenere strategie di convivenza e pacificazione sociale tra individui e comunità.
Soleterre è impegnata in particolare in Paesi di forte pressione migratoria verso l'Italia: oggi interviene soprattutto in Marocco ed Ucraina, con programmi multi-settoriali e pluriennali, e nelle Filippine e in Costa d'Avorio con micro-progetti in fase di sviluppo.
Il logo di Soleterre è una farfalla che vuole rappresentare la nostra presenza nelle terre sole del mondo.
L'icona richiama il concetto che è alla base della teoria scientifica dell'effetto farfalla. Ognuno di noi ha il potere di cambiare il mondo. Questo enuncia, in sintesi, la teoria. Se, infatti, il battito d'ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Messico, anche un piccolo gesto d'umanità, un piccolo aiuto, può rendere migliore la vita di persone che si trovano a vivere in situazioni di profondo disagio e di privazione dei diritti fondamentali.
Soleterre è diventata una farfalla grazie ad anni di lavoro nel bozzolo. Tra la polvere di villaggi rurali e il tanfo di ospedali in cui si amputa con la sega manuale. Tra le guerre e la disperazione. Soleterre oggi continua a volare e vuole essere una farfalla che con delicatezza e speranza mette in moto una serie di eventi e di azioni per migliorare le condizioni di vita dei più deboli: prima di tutto i bambini le donne. Soleterre è l'incipit che genera una serie di azioni, umane e umanitarie, ma è anche il fil-rouge che le collega e fa sì che esse prendano forma in un aiuto concreto.

I figli di Chernobyl
Sostegno psico-sociale e sanitario per i bambini affetti da tumore nel Reparto di Oncologia Pediatrica di Kiev
Inquadramento dell'iniziativa
Contesto del Paese
Il Rapporto redatto da UNDP su Poverty strategies initiatives in Ukraine (1997) riconosce che l?Ucraina è un paese che ha subito un improvviso processo di impoverimento totale (Sudden Total Poverty), per cui da una economia stabile, con sufficienti risorse e capacità tecniche ed intellettuali, si è ritrovato all'improvviso in una gravissima e generale condizione di povertà. "Fenomeno che ? riconosce il rapporto - accade solitamente in seguito a catastrofi globali ? guerre, rivoluzioni o crolli di imperi. L'Ucraina ha subito la tremenda catastrofe di Chernobyl e il collasso dell'impero sovietico".
Secondo l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite sulla situazione socio-economica dell'Ucraina, redatto ad ottobre 2004, la situazione è rimasta pressoché immutata, e la povertà in Ucraina continua a rimanere una delle sfide maggiori che il Paese si trova ad affrontare: i gruppi più vulnerabili sono le famiglie monoparentali con uno o più figli, le donne delle zone rurali e i pensionati.
La gran parte dei 48 milioni di abitanti che vivono nel paese risiede nelle campagne e sopravvive grazie ad attività di tipo agricolo. Nelle grandi città il livello dei costi è paragonabile a quello di una città europea e solo una ristretta percentuale si può permettere di viverci. Se pensiamo che la maggior parte delle famiglie faticano a vivere in condizioni di normalità, la situazione si trasforma in dramma quando subentra la malattia di un bambino. A causa della mancanza di soldi, le famiglie tendono a tenere il figlio ammalato in casa senza ipotizzare il ricorso a cure o interventi. Sarebbe per loro impossibile affrontare i costi della degenza e delle terapie.
Nonostante i progressi acquisiti dal Paese in termini economici, i settori più poveri della popolazione, specialmente quelli che vivono nelle zone rurali, continuano a pagare le conseguenze della transizione economica. Ciò è particolarmente evidente per quanto riguarda i servizi di base nel campo della salute e dell'educazione che si sono deteriorati per coloro che non si possono permettere di rivolgersi al sistema privato formale e informale, dove il livello qualitativo offerto è di gran lunga maggiore ma i cui costi sono inaccessibili per le fasce più povere.
Obiettivi e strategia di intervento
Gli obiettivi specifici del presente progetto sono:
1.
Continuare a garantire servizi essenziali ai bambini ricoverati (circa 1.000 ogni anno) e alle rispettive famiglie: o sul fronte sanitario, attraverso l'integrazione alimentare e nutrizionale durante l'intero periodo di degenza, anche endovenosa nel periodo peri-operatorio e durante i trattamenti chemioterapici; attraverso la fornitura di materiale di consumo igienico-sanitario (guanti, lenzuola, etc.) e medico (siringhe, aghi, etc.) oggi non garantito dal servizio pubblico, per migliorare le condizioni di degenza e di cura dei bambini; attraverso la dotazione di strumentazione medica, diagnostica e chirurgica, al reparto; attraverso l'organizzazione di training formativi (in loco, in Italia e attraverso telemedicina) per il personale medico e infermieristico del reparto;
o sul fronte psico-sociale, offrendo ai bambini e ai genitori servizi di assistenza psicologica e di consulenza legale, offrendo ai genitori appena arrivati in reparto una prima accoglienza informativa, sia in reparto che attraverso l?apertura e l?animazione di un Centro di Servizi vicino all?ospedale, dove i genitori e i bambini (quelli autorizzati all?uscita) possono recarsi ogni giorno ed essere accolti da personale dedicato;
o sul fronte educativo, garantendo attività continuative di animazione, arte-terapia, sostegno scolastico per i bambini e gli adolescenti, attraverso l'intervento dell?équipe del sorriso e l'allestimento di due spazi-ludoteca, uno all?interno del reparto e uno presso il Centro Servizi esterno;
2.
Avviare in via sperimentale servizi di assistenza domiciliare per i bambini e le famiglie nel periodo successivo al ricovero. Il reparto, infatti, accoglie bambini provenienti dall?intero Paese, con i quali pertanto non vengono mantenuti contatti nel tempo: spesso purtroppo le famiglie, provate fortemente sul piano psicologico e sul piano economico dalla lunga malattia del figlio, tornate a casa non hanno la possibilità o sono spinte ad interrompere le cure e i trattamenti necessari.
I beneficiari diretti dell?intervento sono stimati in:
1.000 bambini e adolescenti all?anno: l'impatto positivo del progetto sarà a livello sanitario, psicologico e sociale (supporto all?integrità familiare).
I genitori e le famiglie dei bambini, sia durante il periodo di ricovero che nella fase successiva, a cui verranno garantiti servizi di supporto informativo, assistenza psicologica, consulenza legale e assistenza domiciliare, anche attraverso lo sviluppo di forme associative di auto-mutuo aiuto familiare.
Lo staff medico e paramedico del Reparto e di analoghe strutture sull?intero territorio nazionale, ai quali saranno rivolti programmi di formazione e aggiornamento in cooperazione con strutture di
eccellenza italiane come l?Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.